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CONCARENA, UN GIARDINO BOTANICO E QUALCOSA DI PIU' |
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La
Concarena e veramente una montagna snobbata dai bresciani. Bisogna farla conoscere,
apprezzarla; e un'offesa lasciarla dimenticata e deserta. E' una miniera,
anzi, un'enciclopedia aperta con le cose piu' strane: fossili, flora, fauna. Si può comprendere meglio il fenomeno percorrendo il sentiero che dalle baite del Mella (verso il Passo Campelli) porta al Rifugio Iseo, appena superate "le Rovine de la Tora", in un vasto macereto gia erbato e abetato interamente vegetato da larici, si puo' notare, appena sopra il tracciato, un imponente masso dalla caratteristica e sporgente tettoia, il "buss del vet". Ai piedi del masso il terreno e pulitissimo, non un filo d'erba, e le fessure tra un masso e l'altro sono veri camini di aria gelida, che si percepisce anche ad alcuni metri di distanza. Lassociazione di pensiero tra il suolo gelido e la flora tipica delle alte quote è immediata. Lungo il sentiero che porta al rifugio; ogni tanto si notano fessure tra i pietroni di detrito con margini pulitissimi, liberi da ogni vegetazione; ci si avvicina e spesso, senza nemmeno accostare la mano, cogli l'aria gelida che esce dal suolo. L'acqua sgorga ogni tanto in sorgentelle invitanti, ma così fredde da bloccare lo stomaco. Siamo probabilmente di fronte ad un fenomeno analogo a quello, dichiarato parco naturale, della valle del Freddo nella bergamasca Val Cavallina. Abbiamo gia' allestito cinque album, depositati al Rifugio, con oltre cinquecento fotografie di fiori che documentano il fenomeno. |
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