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Le vie d'arrampicata



Nuove vie


Storia dell'Alpinismo in Concarena

L’interesse per la Concarena, sempre vissuta all’ombra dell’imponente Gruppo dell’Adamello, nasce solo negli ultimi anni del 1800 quando Paolo Prudenzini, uno dei padri dell’alpinismo camuno, il 20 settembre 1885 compie la prima ascensione alla cima Bacchetta col milanese Giuseppe Galimberti, l’11 dicembre 1888 è il primo a raggiungere il Cimone della Bagozza.

Tra il 1910 ed il 1923 Arrigo Giannantonj apre diverse vie di salite nel gruppo con Nino Coppellotti, Franco Tonolini e Gualtiero Laeng, quest’ultimo è considerato lo scopritore delle incisioni rupestri camune.

Tra il 1929 e il 1939 frequentano la Concarena alcuni dei più noti alpinisti italiani del tempo come Vitale e Cornelio Bramani, Ettore Castiglioni, Leopoldo Gasparotto ed Elvezio Bozzoli Parasecchi. Ma la visita più gradita è quella di Riccardo Cassin che il 9 luglio 1939 apre una nuova via di quinto grado sugli 800 metri dello spigolo Est dei Golem.

Successivamente, spinti dall’esempio di Cassi, sono gli alpinisti del Cai Lovere che ripercorrono le vie tracciate e ne aprono di nuove.

Purtoppo il 13 giugno 1948 muoiono, nel tentativo di ripetere una via sulla parete NE dei Golem, i loveresi Battista Soardi e Lino Pezzini.

Questo fatto bolla la concarena come montagna pericolosa e distoglie l’interesse di molti alpinisti. Salvo qualche apparizione negli anni 50 e 60 degli alpinisti del Cai Lovere.

Più recentemente il Climbing Cai Iseo si è impegnato a riportare alla luce la Concarena dal punto di vista alpinistico tracciando nuove vie sulle pareti delle Corne Rosse.

 

Cfr. Franco Ragni, Diogene Conti, Un immeritato oblio alpinistico, GUIDE GRAFO/2, CONCARENA, ED. Grafo, Brescia 1990.


 

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